mercoledì 8 febbraio 2012

ACQUISTARE VINO AL SUPERMERCATO...ECCO COME FARE

ECCO ALCUNE MOSSE FONDAMENTALI PER ACQUISTARE VINO AL SUPERMERCATO SENZA CORRERE RISCHI...

Oggi non più, ma in passato ho dedicato parecchio del mio tempo tra gli scaffali del reparto vini presso la grande distribuzione. In base alla mia esperienza personale e al mio buon spirito di osservazione (almeno questo pregio dovete riconoscermelo...) mi sono permesso di scrivere delle "istruzioni per l'uso" su come agire quando decidete di acquistare una bottiglia al supermercato. Provate a seguire questi consigli… e (forse) non sbaglierete più un colpo…

DOVE ANDARE
La prima cosa da scegliere è il supermercato. Direi fondamentale. Discount e piccoli supermercati meglio lasciar perdere. L’unica volto che ho acquistato una bottiglia al Penny Market è finita dritta nel lavandino. Anche i mini-market di paese, quelli che hanno un po’ di tutto, sono sconsigliati. Hanno un reparto vini piccolo e con poca scelta. Optate quindi per gli ipermercati. C’è un sacco di scelta e più di uno scaffale dedicato al vino. IperCoop, Esselunga, Auchan, Carrefour non sono male. Altri mai provati. Dalle mie parti (Varese) c’è il Tigros, ma il reparto vini non è un granché, a parte lo scaffale in legno con le bocce più costose. Tra i menzionati l’Auchan risulta il numero uno. Si sa che i francesi in fatto di vino e grande distribuzione sono dei capi. Buona selezione, prezzi interessanti e sconti niente male. Una volta entrati nell'ipermercato fate attenzione a beccare lo scaffale giusto. Potete infatti trovare ben 3 reparti dedicati al vino. Uno con i vini “per cucinare” o “lavastomaco”. Prezzi stracciati, vini in cartone, dame da 5 litri… allontanarsi subito senza perdere tempo. Poi trovate lo scaffale “pregio”, spesso fatto in legno, con bottiglie rinomate e costose. Ci sono i vini francesi e gli italiani più famosi, addirittura all’Auchan era (e forse c'è ancora) in vendita una bottiglia di Monfortino. I prezzi vanno dalle 20 in su… difficilmente troverete offerte e vi servirà un bel portafoglio gonfio per acquistare questi vini. In tal caso per gli acquisti “prestigiosi” meglio rivolgersi ad una enoteca. Per concludere c’è il terzo scaffale quello più grosso… é il vostro scaffale… dalle 3 alle 20 euro ci trovate un po’ di tutto… sono migliaia di bottiglie, è da li che dovete pescare il vostro jolly.

MAI SOTTO LE 5 EURO
Spiace dirlo, ma il vino è un prodotto, e in quanto tale, vale la stessa regola di tutti gli altri prodotti del supermercato. Nel 90% dei casi la qualità si paga. Diciamo quindi che il primo indicatore (soprattutto per i non esperti) per comprare un “buon” vino è il prezzo. Nello specifico, considerando i costi di produzione, il trasporto e i ricarichi vari, consiglio (ad eccezione di alcune offerte) di non acquistare bottiglie sotto le 5 euro. Da li in su a voi la scelta. Io attualmente mi mantengo su una base di 7-8 euro, un po’ perché i prezzi sono aumentati, un po’ per gusto personale. Comunque su questa cifra trovate sicuramente vini validi. Tra le 5 e le 8 euro potete trovare “roba” buona ma con qualche rischio. Sotto le 5 euro siete ad altissimo rischio, il vostro vino da pasto ha ottime possibilità di essere declassato a vino “per cucinare”.

MEGLIO NON ACQUISTARE IL PRIMO PREZZO
Per spiegarmi meglio vi faccio un esempio. Scaffale Piemonte. Per i Barolo si parte dalle 10 euro del "Terre del Barolo" (solitamente il meno caro) fino ad arrivare a circa 30 euro. Barbera… si parte da 3-4 euro per una semplice Barbera d'Asti fino ad arrivare intorno alle 15 euro per una Barbera Superiore. Se avete 10 euro in tasca non fatevi fregare dalla voglia di portarvi a casa un vino rinomato come il Barolo, meglio investire la stessa cifra su una Barbera di media fascia, che sicuramente sarà una buona Barbera. Quindi a parità di costo meglio evitare il vino “rinomato” in versione economica e puntare su quello meno pregiato nella versione più costosa. Insomma meglio un Barbera figo che un Barolo scadente o un buon Chianti classico rispetto ad un Brunello di prima fascia. Ho sentito persone esclamare che il Barolo non è un granché, poi scopri che hanno bevuto solo il Terre del Barolo comprato in offerta al supermercato…

COME AGIRE DI FRONTE AD UNA MEGA OFFERTA
Ogni settimana è possibile trovare offerte particolari, con sconti che arrivano a toccare anche il 50%. Fate molta attenzione, occhio al tranello, non tutto è oro quel che luccica… Per prima cosa comprate il vino in offerta se lo conoscete o lo avete già provato, così siete sicuri del vostro acquisto. Se invece andate alla cieca… beh fate pure, ma comprate una sola bottiglia. Successivamente se siete soddisfatti del bevuto, tornate e fate scorta. Purtroppo le incul….mmm…. fregature sono dietro alla porta. Evitate di riempirvi il carrello di vinaccio solo perché era in vendita ad un prezzo stracciato. Giusto ieri il mio babbo mi fa vedere 3 bottiglie di Nero d’Avola comprato in mega offerta… giusto un paio di euro a bottiglia. Mi è bastato guardare l’etichetta per capire l’errore. Ora si ritrova con 3 bottiglie di sgorgante per il lavandino.

L’ABITO NON FA IL MONACO…. L’ETICHETTA SI
Lasciatevi pure attirare dalla veste grafica delle etichette. Un’etichetta ben fatta, che vi ispira fiducia e da un “tono” alla bottiglia difficilmente vi tradirà. Per prima cosa evitate di acquistare bottiglie con etichette orrende in carta plastificata. Guarda caso, quasi sempre sono anche quelle più economiche e vi lascio immaginare il contenuto. Certo ci sono le eccezioni, ma se non conoscete il prodotto meglio non rischiare. Se poi vi va di sfiga e dietro ad una bella etichetta c’è un pessimo vino, potete sempre consolarvi guardando la “scena che fa” la bottiglia sulla mensola. Se invece siete tra quelli che d’estate indossano la canotta a rete, allora dubitate del vostro gusto estetico e passate al punto successivo.

LEGGERE L’ETICHETTA
Dopo che avete scelto una bella etichetta… leggetela. Si sa che le informazioni sulle etichette delle bottiglie latitano. A parte le solite 4 righe descrittive (rosso rubino, giallo paglierino, di corpo, ideale con il pesce ecc…) possiamo trovare qualche informazione che può tornarci utile. Per prima cosa, se come il sottoscritto non amate i vini mossi, fate attenzione quando acquistate (ad esempio) il Gutturnio o la Barbera. Verificate che ci sia la dicitura “frizzante”, “vivace” o “fermo”, così evitate di ritrovarmi a tavola un bicchiere con due dita di spuma. Altra info utile (purtroppo non sempre presente) fa riferimento alle tipologie di uve utilizzate. Se non siete fanatici dei vini a taglio bordolese meglio dare un occhio, in particolare se avete in mano una bottiglia I.G.T. Il “mischione” con Cabernet, Merlot, Syrah è sempre in agguato. Ultima e più importante dicitura da controllare, fa riferimento all’imbottigliamento. Sempre meglio affidarsi a cantine che fanno tutto in casa, quindi occhio che ci sia scritto “imbottigliato all’origine”. E’ una garanzia in più contro eventuali “tagli” da parte di imbottigliatori furbetti.

EVITARE LE BOTTIGLIE IN PRIMA FILA
Se andate ad una cena importante e volete portare un vino “di livello”, diciamo dalle 20 euro in su, evitate di prendere la prima bottiglia a vista sullo scaffale, meglio spostarla e prendere quella dietro (a meno che non sia l’ultima). La maggior parte dei vini venduti nei supermercati è di fascia medio-bassa. Il che significa che i vini più costosi possono rimanere sugli scaffali per mesi, in posizione verticale, al caldo e a contatto diretto con la luce “potente” del negozio. Quindi, se proprio non volete andare in enoteca, cercate almeno di prendere una bottiglia dal fondo dello scaffale, così almeno non avrà preso luce diretta ed evitate il rischio di ritrovarvi tra le mani un vino difettoso (e pagato caro).

LA FRETTA E’ CATTIVA CONSIGLIERA
Prendetevi il vostro tempo. Non abbiate fretta e fregatevene dei forsennati ritmi da supermercato. Spulciate con tranquillità gli scaffali fino a quando sarete convinti del vostro acquisto e fatto tutte le valutazioni del caso. Si possono fare anche interessanti conoscenze nel frattempo e consigliare piacenti signore in difficoltà (non fate i fighi però…). Fate solo attenzione ai commessi, dopo alcuni minuti vi noteranno ed inizieranno a stressarvi (vedi il post Non stressateci in enoteca!) e soprattutto evitate abbigliamento hip hop style o inizieranno a pensare che state cercando di infilarvi qualche bottiglia sotto il vostro giubbotto over-size. Spulciando-spulciando con la dovuta calma sono riuscito a trovare anche bottiglie molto interessanti come ad esempio il Rosso de “La Stoppa”, non propriamente un vino industriale o che ti aspetteresti di trovare in un ipermercato.

BASTA CON I SOLITI NOTI
Come ho scritto sopra anche presso la grande distribuzione è possibile trovare qualche bottiglia interessante, magari biologica o prodotta da cantine medio piccole, soprattutto se cercate tra i vini regionali dove l’assortimento è maggiore. Quindi non abbiate paura di provarli anche se non li conoscete, si possono scoprire viticoltori nuovi e assai interessanti. Non ricadete e ingrassate con i vostri euro i soliti nomi. Provate dell’altro. In Toscana non esiste solo il santa Cristina e il Remole (2 vini assai mediocri),  non esistono solo i produttori da milioni di bottiglie (fermo restando che alcuni grandi produttori che fanno buoni vini ci sono, tipo Feudi di San Gregorio o Donnafugata entrambi validi a prezzi abbordabili). Basta con i soliti Cavit, Antinori, Vini Corvo, Moncaro ecc.... E soprattutto non limitatevi ai soliti Chianti, Morellino, Nero d’Avola ecc… provate anche un buon Frappato, un Montecucco, una Ribolla gialla o un Sylvaner al posto del più scontato Muller Thurgau.

IL RINNEGAMENTO
Per concludere questa mini-guida all’acquisto presso la grande distribuzione ecco il consiglio più importante di tutti. Se avete un po’ di interesse verso il mondo del vino e volete dedicargli un po’ di attenzione e tempo, il consiglio migliore che posso darvi è evitare di comprare vino al supermercato!! Io ci sono praticamente riuscito e mi capita di mettere una boccia nel carrello molto saltuariamente. Guardatevi intorno consumatori “schiavi” dei centri commerciali. C’è internet, con un sacco di consigli ed enoteche on-line interessanti e con buoni prezzi. Ci sono le fiere eno-gastronomiche, la rete G.A.S., le sagre di paese, le degustazioni, le eno-gite nelle cantine, i saloni del vino dove potete acquistare direttamente dal produttore. Insomma si può avere la cantina piena di bottiglie senza fare la scorta all’ipermercato come si fa con la carta igienica. Forse vi costa qualche euro in più… ma vuoi mettere la soddisfazione di acquistare il vino direttamente da chi l’ha prodotto, dopo averlo assaggiato e magari aver visto dove nasce l’uva e ascoltato i racconti del vignaiolo? Vuoi mettere quante interessanti bottiglie "non scontate" puoi gustarti? Non solo, eviterai di ingrassare le già grasse casse delle multinazionali della distribuzione che stanno uccidendo i piccoli negozianti (soprattutto ora con le liberalizzazioni), che "sfruttano" i commessi con contratti indecenti e cementificano a più non posso le nostre città.

Questo è quanto… se avete letto tutto non potete più sbagliare un colpo al supermercato anzi, non ci andate proprio più!. Chiunque abbia qualche altro buon consiglio all’acquisto può contribuire e completare questo "manuale" con la sua esperienza. Il messaggio comunque l’avete recepito… il miglior vino è quello non comprato al supermercato!! 

p.s. dopo aver scritto tutto sto popò di roba, mentre cercavo su google alcune foto di "reparto vini" per completare il post, mi sono imbattuto in un post quasi analogo pubblicato su Intravino il 3 giugno 2011 (chiedo scusa per le somiglianze...semplicemente abbiamo trattato lo stesso argomento). Pur non avendo mai letto quel post prima di oggi, noto alcuni punti di contatto con quanto scritto da Fiorenzo Sartore e altre ottime osservazioni da lui scritte che arricchiscono ulteriormente l'argomento. (leggi qui i consigli di intravino)

36 commenti:

  1. Bell'articolo Simone. Interessante, apprezzato e già condiviso.
    Paolo Casalis

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  2. Grazie Paolo, detto da te fa molto piacere

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  3. io non "demonizzerei" cosi tanto Terre del Barolo...è in una fascia qualitativa media e secondo me ci sta discretamente...

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  4. Ciao Anonimo, ho menzionato Terre del Barolo perché é il Barolo più economico che si trova in giro (qualche mese fa 54 euro un cartone da 6 all'autogrill!!). Se facciamo un rapporto qualità/prezzo ci sta alla grande.. ma penso anche che sia un esempio di prodotto che sicuramente non valorizza quello che a mio parere é il più grande vino che abbiamo in Italia. Di tutti i Barolo che ho assaggiato questo é il più economico ma anche quello meno valido. Poi i gusti son gusti...personali e insindacabili..

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  5. Ciao,sono Mario,faccio l'operaio e ho due figli,mia moglie in cassa integrazione e il mutuo da pagare,abbiamo un'unica auto e per il resto usiamo mezzi pubblici,di piu' non possiamo permetterci.Sto utilizzando il computer di un mio amico,ho dovuto vendere anche quello che avevo.Mi spiace che tu scrivi queste cose se posso permettermi un appunto,pensavo che tu fossi come me,persona di sinistra.Invece hai scritto a mio parere cose capitalistiche sui vini,senza pensare che c'e' gente come me e tanti altri che non si possono permettere un vino in enoteca e scelgono i supermercati perche' hanno tanta scelta e offerte e posso prendere cose buone a giusti prezzi.Stessa cosa per i negozietti cari ed esclusivi ormai per gente di ceto medio.Poi mi sembra in passato che tu hai recensito il Valmont che non mi sembra un vino costosissimo al supermercato,forse per il periodo che tu lo recensivi costava se non sbaglio sui 4 euro.Mario Broni.

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    1. Bhè...e che vuoi se tu ti devi bere la cacca per arrivare a fine mese !? No facci capire ti dobbiamo qualcosa !? Hai voluto la bicicletta e pedala !! Ma guarda tu certi soggetti !!

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    2. Lei è un coglione

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  6. Ciao Mario!Credo che Simone abbia voluto dire che per comprare una bottiglia sarebbe ideale quando possibile il rapporto diretto con il produttore o con la terra di origine di un prodotto;e se questo non fosse possibile l'ideale sarebbe recarsi in un negozio un pò specifico, magari piccolo(non per forza enoteca!)dove si spera ci sia più interesse e amore per il prodotto esposto e forse più conoscenza!Tutto qui..non è certamente un attacco a nessuno in particolare e sicuramente a persone che fanno fatica a tirare fine mese!E sicuramente non è solo una questione di prezzi!!e poi perdonami ma cosa c'entra essere di sinistra o no? è solo una questione di stile e scelta di vita su cosa porti in tavola o cosa indossi o dove vuoi passare il tuo tempo libero..e se hai letto bene soprattutto verso un sistema capitalista (GDO grande distribuzione)che ti propone offerte su tutti i prodotti magari basato sullo sfruttamento di persone alla fonte e centemificamento di splendidi paesaggi!Purtroppo lavoro nel settore e ne so qualcosa!ciao

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    1. ops ...cementificazione!;-)!

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  7. Ciao, Mario, mi spiace per la tua situazione economica, fortunatamente dove lavoro io la cassa é terminata l'anno scorso.
    Il post é proprio dedicato ha chi fa acquisti al supermercato per risparmiare. Volevo dare dei consigli agli acquisti, per evitare qualche fregatura che spesso capita con le offerte e i prodotti a basso costo.. Forse non hai letto bene il post, che trovo tutt'altro che capitalistico anzi.. consiglio le enoteche solo a chi vuol comprare vini pregiati, per il resto (leggi il paragrafo "rinnegamento") consiglio di non andare al super perché rappresenta un sistema di fare mercato che non condivido e proprio perché mi sento "a sinistra" cerco di non alimentarlo. Contrariamente consiglio di acquistare il vino dai produttori e alle fiere dedicate oppure on-line, quindi acquisti diretti a km zero, si possono comprare ottimi vini senza spendere moltissimo ed evitando i ricarichi degli intermediari. Comunque si parlava del Terre del Barolo e onestamente non capisco questo riferimento "politico". Dico solo che il Barolo é ben altra cosa e personalmente preferisco a parità di spesa un'ottima Barbera che un mediocre Barolo. Tutto qui. Non ci vedo nulla di politico in questo. Il Valmont non l'ho mai recensito, ma tra le degustazioni ci sono comunque altri vini da supermercato presi in offerta x pochi euro e onestamente validi. (tipo il Vermentino Lughena pagato 3.50 euro). Onestamente preferisco andare alla fiera di Moncalvo e comprarmi direttamente dal produttore un ottimo Barbera x 4.50euro, con l'opportunità di assaggiarlo prima di acquistarlo dando i soldi in mano al vignaiolo, senza alimentare il capitalistico circuito della grande distribuzione. Visto che ti reputi persona di sinistra dovrebbe essere un tuo obbiettivo ingrassare il meno possibile le tasche di quelli di destra e delle multinazionali, visto che già gli diamo il nostro sudore tutti i santi giorni al lavoro.
    Comunque grazie, per la tua partecipazione...finalmente qualcuno che anima un po' il blog.
    ciao Simone... (Metalmeccanico di sx - tessera Fiom 4360492 - Socio della coop.Sociale ONLUS Totem - Organizzatore eventi musical-culturali, grafico e dj da strapazzo, wineblogger per passione, amante del vino, del cinema e della musica...)

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  8. Ciao Simone,mi ha fatto molto piacere la tua risposta,ti chiedo scusa per il Valmont,non so perche' ho confuso questo vino che spesso compro al supermercato e forse mi e' rimasto in mente il nome,in realta' si trattava del Launa vino sardo.Mea culpa.Certo che sei stato fortunato a permetterti certi vini in cassa integrazione.Penso comunque che l'acquisto di vini al supermercato sia soggettivo,a volte puoi trovare ottimi vini a prezzi sotto i 5,es.ho trovato in offerta un rosso piceno superiore Brecciarolo al 40% costava 3,50 e ti posso garantire che era ottimo.Altro vino e' un Touraine domaine Jacky Marteau che penso di avere speso 4,30 e nel 2010 questo vino ha vinto la medaglia d'oro alla fiera vinicola di Parigi.Per quanto riguarda il Barolo Terredavino non l'ho provato perche' per i miei canoni costa troppo,15 euro per me ora e' troppo;pero' ti garantisco che se me lo regalano lo bevo,non mi ritengo una persona che si puo' permettere su vini anche minori di buttarli in lavandino.Grazie che hai inserito il link a Fiorenzo Sartori,devo dire che mi trovo d'accordo piu' con quello che scrive lui sull'acquisto ai supermercati di vini,mi sembra,ma e' solo il mio modesto punto di vista che ha una visione piu' ampia,visto che nomina cantine trentine che fanno sempre ottima figura,visto che beve anche bollicine,rosati e cantine anche piu' famose,mentre mi sembra che tu ti stai fossilizzando su piccoli produttori.Amo anch'io i piccoli produttori,e quando andavo alle fiere minori ho preso buoni vini,ma anche delle ciofeche,e anche se mi facevano degustare il loro vino che era buono,all'apertura a casa il vino non era lo stesso.Poi c'e' ancora molta gente che proprio perche' produce in piccole quantita',si fa molto il viaggione alternativo applicando a volte prezzi alti e avolte vendendo vini senza etichetta.

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  9. Con le offerte e gli scontoni si possono fare acquisti interessanti anche sotto le 5 euro chiaro. Eccoti un consiglio da Andrea Petrini

    http://percorsidivino.blogspot.com/2012/02/lanfora-belisario-un-buon-verdicchio-2.html

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  10. il vino a mio avviso va sempre provato prima di acquistarne casse
    per fare cantina
    nei supermercati che se ne dica ci sono ottimi vini
    c'e' la certezza che arrivano ottimi produttori certificati
    tutte le cose scritte da simone nel blog riguardo i consigli
    a mio avviso sono tutte corrette
    poi sta al singolo bevitore stabilire il range di spesa e il livello
    qualitativo del vino che vuole bere

    io che ho pochi soldi e non sono un super raffinato qualche volta
    il barolo lo voglio bere ma siccome mi so accontentare ne compro uno mediocre
    ..sono consapevole del prodotto discreto ma a me va bene cosi'
    ..
    ognuno fa i conti con le proprie tasche e le proprie papille gustative

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    1. direi commento corretto e totalmente condivisibile. Concorderai con il sottoscritto che comunque il Barolo é ben altra cosa rispetto a quello che trovi svenduto all'autogrill..e che sicuramente non fa onore al più grande vino italiano..io non ce l'ho assolutamente con chi lo compra, dico solo che con 10-15 euro in tasca é meglio un buon Nebbiolo che un mediocre Barolo (o Brunello e Amarone o cmq. vini che mediamente costano almeno il doppio).

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    2. l' autogrill e' peggio del supermercato!!! :-)
      almeno al supermercato la notte le luci sono spente o basse
      nell' autogrill il vino prende luce 24 ore al giorno
      poi se al supermercato un po di ricambio c'e'
      all'autogrill credo il vino ci stia veramente dei mesi!!
      io li ci bevo solo il caffe e mangio un panino
      ma chi compra una cassa di barolo in autostrada? mah!

      concordo il barolo da 30 euro e' altra cosa
      anche sul discorso meglio un buon barbera o nebbiolo che un barolo mediocre
      pero' sai a volte c'e' la voglia di bere il barolo e non il nebbiolo e non avere 30 euro :-))

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    3. ''dico solo che con 10-15 euro in tasca é meglio un buon Nebbiolo che un mediocre Barolo''...parole sante!!!!

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  11. Post molto interessante e scorrevole. Un vino che secondo me ha un grande rapporto qualità prezzo è il rosso di montefalco. Sui 6/7 euro, ma molto piacevole per chi ama il tannino un po' astringente.

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  12. Ottimo articolo!! hai tralasciato a mio parere una ''sezione'' molto importante, soprattutto in questo momento...una ''sezione'' di cui noi Italiani stiamo egualiando la tanto antipatica Francia...sto' parlando delle Bollicine!!!Senza perdere tempo a nominare gli spumanti di bassissimo livello come Cinzano e Riccadonna che sono un po' come acqua di mele, vorrei sottolineare i Brut,i Cuvee ,e i Saten della zona della Franciacorta, che ormai hanno declassato i vecchi Ferrari e Berlucchi!Bellavista e Ca' del Bosco ad esempio, e sono solo le piu conosciute, ma in quella zona si possono trovare bottiglie eccezzionali mai sentite nominare prima.
    Ciao.
    Andrea

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    1. Hai ragione Andrea... ottima aggiunta la tua, per migliorare l'articolo e le informazioni per i lettori...
      sono questi i suggerimenti che mi aspetto da voi... aggiungere notizie e info per completare il post e sopperire alle mie lacune, tra cui le bollicine.
      Come avrai notato nella lista degli stappati, non trovi bollicine, perché onestamente ne bevo poche e non credo di saperne abbastanza per sciverne.
      Per quanto mi riguarda ho bevuto Berlucchi e Ferrari, ma anche champagne come Gosset, Philipponnat e Ruinart.. e se permetti non c'è paragone... per quanto antipatici, i francesi sono nettamente migliori... purtroppo però non conosco molto le bolle della Franciacorta...forse come dici tu da quelle parti si producono bottiglie da far invidia ai francesi :-)

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    2. Bellavista Satèn o Cà del Bosco Millesimato 2009...I francesi ci possono solo pulire i bicchieri a noi Italiani!! hihihihi troppo patriota??

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    3. La notte di S.Silvestro ho provato l' Amarone classico della Valpolicella...sentito molte belle parole ma...preferisco suo cigino Ripasso o Rosso togo...cosa ne dici?

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    4. Per rispondere alla tua domanda ci vorrebbe almeno un post intero... per prima cosa i gusti son gusti... quindi se preferisci un Ripasso ad un Amarone tanto meglio per te che risparmi anche un bel po' di soldini... per il resto sono dell'idea che l'Amarone sia un vino un po' sopravvalutato, certo quando é ben fatto e riesce ad esprimersi al meglio é senza dubbio un grande vino. Vale comunque il discorso fatto proprio in questo post.. per certi vini importanti meglio non affidarsi al primo prezzo, meglio spendere un po' di più in enoteca ma prendere una versione seria. Come dicevo se prendo un Barolo all'autogrill non posso poi dire "ma non è poi sto gran vino"... perché non hai acquistato un vero Barolo, ma una "ciofegà" venduta per Barolo. Bisogna capire che Amarone hai provato. Se posso consigliarti, prova questo e vedrai che ne rimarrai entusiasta...
      http://simodivino.blogspot.it/2010/11/amarone-della-valpolicella-classico-doc.html

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  13. Sono titolare di un enoteca.
    Premetto che concordo con molti punti elencati. Ci tengo a precisare che un enoteca dovrebbe evere (il condizionale è d'obbligo) sui propri scaffali, solo bottiglie che non fanno la grossa distribuzione. Di recente ho eliminato dai miei scaffali dei spumanti della Franciacorta che vengono messi in vendita regolarmente nei supermercati e fatto ritirare ad un agente delle bottiglie di Cabernet trovate in un grosso supermercato. Sul costo della bottiglia...beh, non son d'accordo. Non è vero che sotto i 4 € non si trovano bottilgie valide...ci sono delle condizioni che ti permettono di uscire con prezzi bassi con prodotti discreti. Il gestore di un enoteca è a disposizione del cliente per fare una buona scelta e non deve pensare al registratore di cassa.

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  14. Conosco un sistema validissimo per riconoscere il vino buono:
    Versare il vino nel bicchiere, osservarne il colore, sentirne l'odore e assaggiare. Se ti piace è buono, se non ti piace non è buono.

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    1. sicuramente é il miglior sistema... ma come si dice... prevenire é meglio che curare...

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  15. Ciao ,mi spieghi la differenza tra un pinot grigio venduto nell'enoteca e quello discount ,o altri vini famosi tipo il chianti ciao Gino

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    1. ci vorrebbe un libro intero... diciamo che indicativamente, quello del prezzo é ancora un buon indice qualitativo... quindi un pinot grigio da 2euro al discount é qualitativamente inferiore rispetto ad uno da enoteca, dove solitamente i prezzi non sono mai inferiori alle 7-8 euro... poi ormai al supermercato puoi trovare anche bottiglie uguali a quelle che trovi in enoteca (vedi ad esempio l'ottimo verdicchio Bucci 10-12 euro in enoteca svenduto fino a 6-7 euro all'Esselunga). Se non altro in un' enoteca seria dovresti trovare vini di produttori "veri", mentre al discount trovi molti vini di imbottigliatori o "industrie" del vino... ma un discorso lungo e complesso.. diciamo qualitativo ma anche etico..

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  16. Oggi al ristorante ho bevuto del Muffato della Sala, vino che mi piace moltissimo. Parlando con il ristoratore che è anche un amico, mi sono sentita dire che lo stesso vino che io compro al supermercato, è diverso da quello che si beve al ristorante. E' possibile che una cantina faccia vini di una certa qualità,che costano parecchio anche al supermercato, di tipo diverso per i ristoranti e per la grande distribuzione?

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  17. non so se sia il caso del Muffato, comunque é possibile che i produttori, soprattutto quelli grossi, propongano gli stessi vini in differenti versioni in base al mercato a cui si rivolgono, GDO, ristorazione, enoteche o in base al mercato nazionale o estero.
    A volte sono differenti anche le etichette soprattutto quelle sul retro (noterai nelle versioni per ristoranti indicate le note di servizio proprio attraverso dei simboli che indicano temperatura, invecchiamento, abbinamenti ecc...) per cui il Nebbiolo della cantina X venduto in negozio non é lo stesso Nebbiolo X che trovi al ristorante, anche se é lo stesso vino dello stesso produttore.. addirittura ho che vengono preparati dei vini apposta per le guide, per compiacere chi poi va ad assegnare i voti... quindi leggiamo un giudizio dato ad un vino differente rispetto a quello che poi andiamo a comprare.

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  18. Bell'articolo, ho imparato tante cose. Grazie!

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  19. Concordo appieno con l'articolo, sopratutto sul punto di provare cantine meno rinomate, che solitamente sono quelle da cui ricevi le maggiori sorprese.
    Però devo farti un piccolo appunto sulle cantine che sfornano milioni di bottiglie all'anno, portandoni come esempio Cavit. Anche con queste grandi cantine bisogna adottare i metodi di ricerca che ci hai elencato, logicamente se si sceglie un teroldego linea mastri vernacoli (quella base di cavit) non possiamo pretendere una qualità come può essere il teroldego maso cervara (top gamma di cavit)

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  20. vivo in francia e acquisto vino montepulciano d abruzzo distribuito dalla VEB di BARDOLINO - un vino senza alcun riferimento al vino originale d abruzzo ad un prezzo di 1.99eur. Perchè autorizzare una vendita di un vino che nn ha niente dell originale ??? Saluti

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  21. Quando non sai cosa scegliere... compra il meglio e non te ne pentirai. Scopri il valpolicella ripasso. Vai su http://www.vitalbios.com/A/MTQ2NDgwNDE1NiwwMTAwMDAxMix2YWxwb2xpY2VsbGEtcmlwYXNzby0yMDEwLmh0bWwsMjAxNjA2Mjksb2s=

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  22. I prodotti di qualità sono sempre al primo posto, quando si parla di scelta giusta. Scegli anche tu il amarone della valpolicella. Vai su http://www.vitalbios.com/A/MTQ2NjA5ODAzNSwwMTAwMDAxMixhcmVsbGUtMjAxMS1hbWFyb25lLWRlbGxhLXZhbHBvbGljZWxsYS1kb2MuaHRtbCwyMDE2MDcxNCxvaw==

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  23. Raga mi sn ritrovato qui per puro caso chiaramente cercando informazioni sul vino..devo dire molto interessante come articolo. Grazie per i consigli cerchero di tnerli presente.
    Spero di non essere arrivato troppo tardi per chiedere un parere specifico..in pratica ho trovato in un supermercato direi non discount nemmeno commerciale tipo Conad ma con prodotti spesso bio o cmq per la maggior parte di produzione italiana. Il puntoè questo, ho trovato un vino a dir poco economico 1,99 scelto solo perché porta scritto Sangiovese che è il tipo di vino che prediligo di solito per la precisione da come viene riportato dalla targhetta è un Toscana- Sangiovese Marchese De Luca è l azienda. Non sono un intenditore di vino in generale spesso bevo vini fatti in casa da miei parenti o cmq mi baso su quello che eho provato così per caso è che soddisfi come sapore..detto questo, il vino in questione pagato 1,99 al palato è davvero buono specie se accompagnato da piatti a base di carne a mio modesto parere. Al di là della valutazione del tutto personale senza grosse competenza che tipo di vino è? Possibile che sia di qualità media nonostante il prezzo è più in generale il Sangiovese è una qualità buona di vino tra i più commerciali? Grazie in anticipo per un eventuale risposta.

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  24. Ottimi consigli, in particolare il suggerimento di leggere bene l'etichetta nel caso di vini che possono essere prodotti in versioni differenti come il Gutturnio dei Colli Piacentini che può essere frizzante, fermo o riserva. Per fortuna la Cantina che preferisco, il Podere Casale di Vicobarone, ha differenziato i colori dell'etichetta per semplificare le cose: nera quella del frizzante, color crema per fermo superiore e riserva.

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...una fusione eno-culturale vincente, un vino che intriga, incuriosisce e si lascia amare, un vino del sole e della gioia, della bellezza territoriale e popolare che accomuna Spagna e Sicilia.

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ACQUISTI IN CANTINA... A VOLTE I CONTI NON TORNANO !!

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da "Le vie del vino" di Jonathan Nossiter... < - In cantina questo Volnay, che qui é a 68 euro, ne costa più o meno 25. Quindi non sono i De Montille ad arricchirsi. Ma quando arriva a Parigi o a New York, il vino costa almeno il doppio che dal produttore. - Quindi per noi che abitiamo in Francia val la pena di andare a comprare direttamente da lui. - Si in un certo senso, il ruolo dell'enoteca in città è quello di aprirti le porte per farti scoprire il tuo gusto personale, e di esserti utile quando hai bisogno di qualcosa rapidamente. Poi spetta a te stabilire una relazione diretta con il produttore >

NON STRESSATECI IN ENOTECA !!

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...Anche se sono un po’ più giovane e indosso il parka con le pins non significa che entro per mettermi sotto il giubbotto le bottiglie di Petrus fiore all’occhiello della vostra enoteca, quindi evitate di allungare il collo o sguinzagliarmi alle spalle un commesso ogni volta che giro dietro allo scaffale.